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RIFORMA DEL CATASTO 2022

La riforma porterà più o meno tasse? La mia analisi in numeri.

Ogni riforma in Italia ha come ovvia conseguenza.... aumenti di tasse o spese.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta esattamente.

La Riforma del Catasto 2022, evidenziata dalla cronaca più per fini propagandistici che di effettiva valutazione nel merito, come ogni altra riforma, ha la finalità di aumentare il gettito per le casse dello Stato a fronte di un maggior gettito fiscale (la maggior parte delle volte) o di attività di razionalizzazione di costi pubblici allo scopo di diminuire la spesa pubblica(o almeno tentare).

Per precisazione, dovere di cronaca e maggior comprensione del merito della argomento è opportuno sapere che:

  • gli ultimi aumenti delle rendite catastali sono datati 1997, con un incremento del 5
    % dei valori.
  • l’iter di questa riforma partito nel 2021.
  • L’Europa richiede la tassazione anche della prima casa, considerando l’esenzione italiana
    un’anomalia

Vediamo quindi a livello cosa è successo dall’inizio .

Il parlamento italiano nell’estate 2021 approva la legge di riforma del fisco (legge delega) invece senza riferimenti al catasto.

Il Governo a Guida Mario Draghi però inserisce l’articolo 6 nella legge delega con  l’intento di aggiornare i valori catastali.

Intervengono le commissioni parlamentari nella primavera 2021 a ripristinare il testo originario della legge delega.

Con la riformulazione proposta dell’articolo 6 viene eliminato il riferimento esplicito ai “valori patrimoniali” del bene, ma rimane un fattore di “disturbo” : le rendite catastali attuali saranno affiancate da “una rendita ulteriore” con aggiornamento periodico.

Questa rendita sarà calcolata a norma del D.P.R. 138/1998 ), quello che già autorizza i  comuni ad aggiornare i parametri catastali alle mutate condizioni (di mercato)degli immobili .

Per ogni immobile saranno indicate due rendite, quella attuale che serve per il calcolo delle imposte e una nuova , aggiornata ai valori di mercato.

Quest’ultima secondo la formulazione normativa non potrà essere utilizzata per il calcolo impositivo. 

A cosa servirà il secondo valore catastale?

Per avere una risposta certa e definitiva, dovremo attendere i prossimi sviluppi nella stesura della legge delega , che comunque entrerà in vigore non prima del 01 gennaio 2026.

Gli interventi delle commissioni parlamentari in merito alla riforma del catasto hanno sortito qualche effetto utile?

Ebbene si, qualcosa di buono gli interventi delle commissioni parlamentari hanno prodotto.
Dalla riforma scompare il valore patrimoniale degli immobili, che avrebbe significato adeguare l’imposizione a valori di mercato stabiliti dall’Agenzia Entrate.

Motivazioni dei sostenitori della riforma del catasto.

Una parte della classe politica e dell’opinione pubblica ha sostenuto e sostiene che la riforma del catasto proposta dal Premier Draghi era importante e necessaria.

Vediamo le motivazioni.

I promotori e i sostenitori della riforma del catasto, asseriscono con ragione che esistono immobili che sono stati nel tempo riqualificati o che l’area urbana in cui sono ubicati è stata riqualificata in modo importante (esempi possono essere alcune realtà rurali che sono nel tempo divenuti centri storici o località ad alto impatto turistico) e per i quali le rendite sono infinitamente basse e inadeguate al costo sostenuto dai Comuni per il mantenimento delle aree.

Quanto sopra, da ritenere del tutto reale e meritevole di attenzione viene ulteriormente condito con la caccia all’abusivismo edilizio.

Vediamo però nel concreto cosa succederebbe…

I valori catastali nelle città sono nettamente inferiori rispetto ai valori di mercato, ciò non vale per molte aree non metropolitane, dove avviene esattamente il contrario.

Non solo….

L’incremento di tassazione sarebbe stato notevole.
Secondo una ricerca elaborata dalla UIL utilizzando valori OMI (Osservatorio Mercato Immobiliare), le rendite catastali sarebbero aumentate mediamente del 128,3% a livello nazionale, con un incremento medio indicativo dell’IMU di 1.150 €
Non bastasse a fini ISEE, una prima casa vedrebbe il proprio valore incrementato in media di 75.000 € per i possessori di un’abitazione del valore catastale di 100.000 €.

… e nel frattempo siamo anche in attesa di capire a cosa servirà il secondo valore catastale introdotto dalla riforma!

Sempre in tema immobiliare sono da segnalare altri aspetti rilevanti contenuti nella legge delega di riforma fiscale; è previsto che si provvederà a modernizzare il sistema di mappatura degli immobili per aumentare la lotta all’abusivismo edilizio.
Obiettivo della riforma è individuare gli immobili non censiti, o che non rispettano l’effettiva reale consistenza o destinazione d’uso o categoria catastale, nonché dei terreni divenuti edificabili, ma ancora censiti come agricoli.
Ovviamente la finalità principale di questa riforma è soprattutto trovare e scovare quelli che sono immobili  abusivi, che nella maggior parte dei casi hanno una correlazione diretta con attività di carattere illegale e connesse con la criminalità organizzata.

Per concludere e dare un senso all’opportunità di una seria riforma del catasto, che persegua le richieste provenienti dalla Comunità Europea ma che allo stesso tempo sia una reale azione legislativa finalizzata a rendere equo il sistema impositivo italiano e non solo allo scopo di generare gettito è opportuno sapere che è stato stimato in oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non  censite in catasto, e che l’evasione fiscale delle imposte immobiliari si aggira in circa 6 miliardi di €

Va da se che alla luce di quanto sopra e considerato che l’aumento della tassazione sugli immobili quasi sempre si traduce in un rallentamento del mercato immobiliare, bisogna dare atto che qualcosa va fatta, oggigiorno agli occhi dello Stato è più ricco chi possiede centomila euro in banca che chi è proprietario di un immobile del medesimo valore, ma soprattutto che sussiste una disparità evidente e diffusa nel computo degli elementi che concorrono a determinare l’imposizione fiscale.

Avendo quasi 3 anni a disposizione, quasi un’intera legislatura, l’augurio è che questa materia trascurata da oltre venti anni, sia finalmente discussa e attualizzata in modo serio, concreto ed equo nei confronti dei contribuenti italiani.

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Sono cresciuto a Tarvisio e vivo a Udine, dove sono nato.
Per anni ho svolto la professione di consulente fiscale per molte aziende del territorio, professione che pratico tuttora.

L’esperienza accumulata e le esigenze dei miei clienti nel tempo, mi hanno portato ad ampliare le mie competenze e accreditarmi quale mediatore immobiliare.

Grazie alle comuni esperienze e competenze, fornisco un valore aggiunto alle mia figura professionale, che mi consente di fornire una consulenza nelle operazioni immobiliari, più ampia, puntuale e aggiornata.

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